Archivio delle notizie
2016201520142013201220112010200920082007200620052004
News di Dicembre
News di Novembre
News di Ottobre
News di Settembre
News di Agosto
News di Luglio
News di Giugno
News di Maggio
News di Aprile
News di Marzo
News di Febbraio
News di Gennaio
Dentro la notizia
Lunedì 2 Maggio | 00:55
Stampa
L'ORA DEL PASTO. Degano's dinasty

Alberto era del 1915, Angelo del 1919. Alberto cominciò a correre per l’Unione ciclistica Sandanielesi, Angelo pure. Alberto era uno scalatore, Angelo pure. Da dilettante, Alberto conquistò il Campionato friulano assoluto e il titolo di campione del Triveneto, Angelo trionfò alla Bassano-Monte Grappa del 1938 (quattro anni prima dominata da Gino Bartali) e due volte nella Schio-Monte Pasubio.

Polenta e ciclismo, a casa Degano. Ad Alberto e Angelo, i fratelli corridori di Attimis, a una quindicina di chilometri da Udine, è dedicata una mostra ricca eppure semplice, affettuosa, generosa: “Pedalando nella leggenda: i fratelli Degano” (a cura di Matteo Giordano con la Pro Loco, aperta fino al 29 maggio, ad Attimis in via Roma 6). Quando si pedalava per passione e anche per fame, quando le stelle erano Toni Bevilacqua veneziano di Santa Maria di Sala, Giordano Cottur e Guido De Santi triestini, quando nacque la Wilier Triestina e così battezzata come l’acronimo di W Italia LIbera E Redenta.

Poi la Seconda guerra mondiale: Alberto alpino, Angelo aviere, Alberto trasferito a Roma come attendente di un generale, Angelo spedito a Pola come meccanico dell’Aeronautica, ma tutti e due sempre con la vocazione e la passione per il ciclismo, tant’è che, finita la guerra, Alberto ricominciò, ma fra gli amatori, Angelo ripartì, ma fra i professionisti. E c’era anche lui al via del Giro d’Italia del 1946, quello della rinascita, nella Wilier, come gregario di Bevilacqua e Cottur. C’è una bellissima foto in cui Angelo è ritratto, in testa al gruppo allungato in fila indiana. E alla sua ruota, proprio Bevilacqua, più “Labròn” del solito.

Ma non fu un Giro fortunato. Angelo si ritirò nella undicesima tappa, la Roma-Perugia: forse la benedizione di Pio XII si spense prima di poterlo raggiungere. Tornò a Udine in treno, poi saltò sulla bici per andare a casa, ma venne investito da una macchina, cadde a terra, si rovinò un ginocchio. E addio bicicletta. Anche suo figlio Ermes, vincente fra i dilettanti, appena firmato il contratto tra i professionisti fu bloccato da un infortunio al ginocchio. Si vede che era un destino famigliare.

Maglie, bici, giornali, foto dei fratelli Degano, soprattutto – il merito è del collezionista Renato Bulfon di Mortegliano – il Garibaldi del Giro del 1946 e una lettera inviata dalla “Gazzetta dello Sport”, prima di quel Giro, in cui si chiede “cooperazione”. Settant’anni dopo, Attimis – e il Friuli – ancora si prodiga nel cooperare, cioè aiutare, sostenere, valorizzare il Giro, anche con questo ricordo dei fratelli Degano. La tappa sarà quella di venerdì 20 maggio, la Palmanova-Cividale del Friuli: 161 km nella bellezza.

Marco Pastonesi

Copyright © TBW
Home | Archivio Rivista | Squadre | Atleti | Risultati | Storia | Albo d'Oro | Tecnica | Squadre Story | Contattaci | Redazione
Prima Pagina Edizioni s.r.l. Via Inama, 7 20133 Milano P.I. 11980460155