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Mercoledì 25 Giugno | 21:38
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CASO ULISSI. Guardascione: valori inspiegabili

Carlo Guardascione è medico di lungo corso, appassionato di ciclismo e ciclista praticante, twittatore e fotografo accanito e divertito delle cose di ciclismo e non solo.
Ma questa sera, quando lo raggiungiamo telefonicamente, non ha la voce allegra di sempre.
«La comunicazione ricevuta oggi dall'Uci ha sorpreso me e tutti noi della Lampre Merida - spiega a tuttobiciweb -, molte voci si sono accavallate e hanno creato un po' di confusione, mi piacerebbe provare a chiarire».

Ok, partiamo allora dai limiti consentiti per l'assunzione di salbutamolo.
«I regolamenti dicono che non è necessaria alcuna AUT, l'autorizzazione terapeutica che viene concessa dall'Uci, fino ad un limite di 1000 nanogrammi per millilitro, E non è nemmeno obbligatorio dichiararne l'assunzione al momento del controllo antidoping, cosa che invece Diego Ulissi ha fatto nell'occasione incriminata e non solo in quella».

E il valore di 1600 nanogrammi?
«Se il corridore o lo sportivo è talmente asmatico da aver bisogno di 15/16 puff al giorno, quindi 2 ogni 2-3 ore, può chiedere l'AUT all'Uci ma in ogni caso la concentrazione di salbutamolo nelle sue urine non può superare i 1600 nanogrammi».

Ma il valore riscontrato a Ulissi è ben superiore.
«Si, 1900 nanogrammi. Ed è assolutamente inspiegabile. Quella mattina, prima dell'undicesima tappa del Giro d'Italia, Diego ha inalato due puff di Ventolin davanti ai miei occhi, prima di scendere dal pullman e raggiungere il raduno di partenza. Non lo aveva assunto il giorno prima, quando in programma la tappa di Salsomaggiore che partiva a pomeriggio inoltrato e non era certo difficile e non ne aveva assunto il giorno prima ancora, quando c'era stato il giorno di riposo a Modena. Quindi nelle ultime 72 ore prima del controllo incriminato, Diego ha assunto solo due puff di sostanza».

Perché Diego ha fatto ricorso al Ventolin?
«Per un problema di broncospasmo da esercizio fisico, che è ubiquitario fra gli atleti. Ha assunto una dose terapeutica, due puff appunto, perché chi soffre di questa patologia ha problemi in occasione di partenza veloce, come accaduto praticamente in tutte le tappe del Giro d'Italia. Posologia correttissima, risultato inspiegabile».

Cosa può essere successo?
«Il dato scientifico è assolutamente inspiegabile, lo ripeto. Possiamo pensare ad un problema tecnico oppure ad un problema fisico di Ulissi. E a questo ha pensato anche l'Uci: nella comunicazione ricevuta, si chiede a Diego di sottoporsi ad uno studio sull'escrezione urinaria del salbutamolo da parte del suo fisico. Diego ovviamente ha aderito e l'Uci lo chiamerà a Losanna per sottoporsi a questo studio».

Quel giorno Diego era anche caduto in corsa.
«Sì, è rimasto coinvolto nella caduta che c'è stata all'inizio della discesa del Passo Cento Croci. Ha rimediato parecchie contusioni ed è arrivato al traguardo con diversi minuti di ritardo. Non so se ci possa essere una correlazione a livello fisico tra la caduta e il risultato abnorme dei controlli».

Quello incriminato non è stato ovviamente l'unico controllo subìto da Diego al Giro.
«No, è stato il quarto di cinque. Nei primi tre non c'è alcun risultato "non negativo", sebbene in uno di questi Diego avesse assunto Ventolin, regolarmente dichiarato e messo a verbale dagli ispettori. E posso desumere che anche il quinto controllo, successivo a quello incriminato, non abbia evidenziato alcuna anomalia, altrimenti penso che ce lo avrebbero comunicato».

Cosa rischia Diego?
«Precisiamo intanto che per l'Uci Ulissi può tranquillamente correre. La Lampre Merida lo ha sospeso applicando il proprio regolamento interno e seguendo quelle che sono le direttive del Movimento Per un Ciclismo Credibile, di cui il nostro team è membro. La comunicazione indica che la sanzione per il corridore può andare da una ammonizione con diffida ad una squalifica di due anni in caso di dolo. Ma le risultanze degli altri controlli escludono evidentemente il dolo. Certo, la strada sarà lunga: Diego ha chiesto le controanalisi in un laboratorio diverso da quello che ha certificato l'anomalia, ha aderito alla proposta di studio dell'Uci, starà poi alla Federazione Internazionale analizzare le risultanze di questi due esami e poi decidere il da farsi. Io personalmente e tutta la Lampre Merida saremo chiaramente al fianco del corridore e vogliamo che sia chiarita questa vicenda che presenta diversi lati oscuri».

Paolo Broggi

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