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Martedì 11 Settembre | 11:10
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ITALIA. Presentate le nazionali per Valkenburg. LIVE

Buongiorno amici di tuttobiciweb, siamo collegati in diretta con il palazzo del Coni a Milano che ospita la conferenza stampa di presentazione delle nazionali azzurre per i Mondiali di Valkenburg 2012. Presenti naturalmente tutti i commissari tecnici: Paolo Bettini, Marino Amadori, Rino De Candido e Dino Salvoldi. Al tavolo dei relatori, naturalmente, siede anche il presidente federale Renato Di Rocco. Tra poco si comincia, anche se in sensibile ritardo...

A mezzogiorno finalmente si comincia: in prima fila sono seduti, tra gli altri, il vicepresidente federale Milani, il presidente dell'Accpi Amedeo Colombo, poi Lavarda, De Lillo, Minervino, Vegni e Zomegnan.

Il primo a prendere la parola è il presidente Di Rocco: «Benvenuti a tutti, comincio con il portarvi il saluto del presidente onorario Alfredo Martini: sapete che ha avuto un incidente domestico, è costretto a stare a casa ma ci è sempre molto vicino con la sua eperienza e la sua saggezza. Siamo alla vigilia di un appuntamento importante, che affronteremo seguendo i dettami di una linea federale che non è certo nata oggi  ma nella quale crediamo fermamente. E, alla luce delle polemiche legate alla maglia azzurra, mi piace constatare come il valore della nazionale sia cresciuto ulteriormente: tutti vogliono vestire questo simbolo».

E ancora: «A livello internazionale la nostra immagine sta migliorando, siamo considerati degli apripista e abbiamo la fortuna di poter contare su nuove generazioni che otterranno sicuramente grandi risultati. Con le nostre scelte, non abbiamo certo svuotato il bacino di pesca di Bettini e degli altri ct, ma stimolato piuttosto la crescita di una linea verde. Sappiamo che ci vuole tempo per consentire ai giovani di fare esperienza, ma partiamo per l'Olanda con ambizioni di vittoria. A questo proposito, ribadisco il mio orgoglio per i risultati ottenuti dai ragazzi della mountain bike e del paraciclismo: il loro esempio deve servire a tutti noi per migliorare sempre. Dobbiamo creare una nuova cultura e ringrazio i commissari tecnici per aver fatto loro la nostra scelta. La debacle olimpica? Non la neghiamo, ma dobbiamo farne tesoro per crescere. Confermiamo quindi la massima fiducia nel ct Bettini e gli auguriamo in bocca al lupo».

Ed eccoci finalmente alle squadre:
DONNE JUNIORES: Alice Arzuffi e Ilaria Sanguineti (Team Valcar), Veronica Cornolti (Footon Servetto), Asja Paladin e Anna Maria Zita Stricker (Vecchiafontana) per la prova su strada (la riserva sarà comunicata in seguito). Simona Bortolotti (Banca Popolare Adriana) e Stella Riverditi (Chirio Forno d'Asolo) per la cronometro.

DONNE ELITE: Giada Borgato e Giorgia Bronzini (Diadora Pasta Zara), Noemi Cantele e Dalia Muccioli (BePink), Francesca Cauz (Top Girls), Elena Cecchini e Tatiana Guderzo (MCipollini Giambenini), Elisa Longo Borghini (Hitec Product), Rossella Ratto (Verinlegno Fabiani) per la prova su strada (le riserve saranno comunicate in seguito). Longo Borghini e Ratto per la prova a cronometro.

Parla il ct Salvoldi e spiega: «Mi piace sottolineare l'età media delle ragazze, vicina ai 23 anni: dopo le Olimpiadi, puntiamo ancora di più sulle giovani e schieriamo molte promesse che nei prossimi anni raccoglieranno il testimone dalle campionesse più affermate».

È la volta ora di Marco Villa, coordinatore delle nazionali Juniores e Under 23 maschili: tocca a lui approfondire il discorso sulla multidisciplinarietà proposto ormai da tempo dalla Federazione ed esaltato dalla doppia esperienza olimpica di Elia Viviani. «Strada e pista devono coesistere nel percorso di crescita dei nostri ragazzi».

JUNIORES: Riccardo Donato (Workservice), Mattia Frapporti (Feralpi), Umberto Orsini (Pol. Monsumanese), Giacomo Peroni (Assali Stefen), Francesco Rosa (Us Montecorona), Oliviero Troia (Galliatese) e Federico Zurlo (Postumia 73) per la prova in linea (la riserva sarà comunicata dopo la cronometro). Frapporti e Peroni per la prova a cronometro.
«Abbiamo puntato - spiega il ct De Candido - su corridori che in questa stagione hanno saputo mettersi in luce su percorsi misti, come quello che affronteremo a Valkenburg».

UNDER 23: Enrico Barbin e Mattia Cattaneo (Trevigiani Dynamon), Francesco Manuel Bongiorno e Andrea Fedi (Hopplà Wega), Fabio Felline (Androni Venezuela) e Davide Villella (Team Colpack) titolari per la prova su strada con Alessio Taliani (Futura Team), Gianfranco Zilioli (Team Colpack) e Kristian Sbaragli (Hopplà Wega) riserve in patria. Per la crono i titolari sono Cattaneo e Davide Martinelli (Hopplà Wega) con Michele Scartezzini e Massimo Coledan (Trevigiani Dynamon) riserve in patria.
«Grazie alla disponibilità di Bettini - spiega Amadori - abbiamo potuto inserire Felline nel nostro gruppo e la sua presenza darà certamente più sicurezza a tutta la squadra. Finora eravamo stati l'unica nazionale di primna fascia a non schierare atleti professionisti, siamo sicuri che sarà importante per il finale di corsa».

PROFESSIONISTI. Tocca quindi a Paolo Bettini spiegare le sue scelte: «Capecchi esce dalla Vuelta con una buona gamba ed un lavoro di tre settimane che sarà utile per la squadra. Cataldo ha colto una vittoria che mi ha fatto molto piacere ma bastava anche meno per decidere di schierarlo, visto come pedala... Gatto è un corridore veloce e adatto al percorso che affronteremo: ogni tanto nel corso della stagione si addormenta, ma quando deve dare segnali è presente. Marcato è parte integrante del progetto azzurro e conosce bene le corse del Nord. Moser, dopo le critiche che ho ricevuto per la mancata convocazione olimpica, ha dimostrato di meritare appieno la chiamata: non perché andava forte ad agosto, ma perché pedala forte adesso. E perché sono convinto che i talenti come lui vadano schierati sempre nelle gare che contano. Su Nibali non devo dirvi molto, se non che è il punto di riferimento della nostra squadra, è un corridore che sa osare, creare scompiglio e assumersi importanti responsabilità. Nizzolo è giovane ma ha già vinto parecchio, in più è veloce e sa tenere sugli strappi. Nocentini  un corridore esperto, affidabile e in gran forma. Su Paolini dico questo: mi criticano perché è mio amico, ma Luca è un ragazzo che la convocazione se la guadagna piazzandosi sempre tra i primi. Il suo è un ruolo importante proprio perché io e lui abbiamo una grande sintonia, mi può aiutare a gestire la corsa. Trentin a Londra ha sofferto per essere andato in panchina, ma è tosto e al Nord ha già fatto esperienza affiancando Boonen; in più, ha dimostrato di voler fortemente vestire l'azzurro. Ulissi è forse l'atleta più adatto a questo percorso, forse è troppo giovane, ma in una squadra così può sicuramente far bene».
Per la cronometro, nessuna sorpresa con le conferme di Marco Pinotti (BMC) e Adriano Malori (Lampre Isd).
Ricapitoliamo la formazione per la strada: Eros Capecchi, Moreno Moser e Vincenzo Nibali (Liquigas Cannondale), Dario Cataldo e Matteo Trentin (Omega Pharma Quick Step), Oscar Gatto (Farnese Selle Italia), Marco Marcato (Vacansoleil DCM), Giacomo Nizzolo (Radioshack Nissan), Rinaldo Nocentini (AG2R La Mondiale), Luca Paolini (Katusha) e Diego Ulissi (Lampre Isd) (le due riserve saranno comunicate in seguito).

Continua Bettini: «Ieri ho ricevuto la telefonata di Di Rocco, mi chiedeva "quanto ti abbiamo messo in difficoltà con le nostre scelte?". Ho risposto che avrei preferito essere messo in difficoltà dai corridori invece, a parte Ballan e l'infortunato Gasparotto, non avevo altri nomi sul taccuino. Per quanto riguarda la crono, credo molto nei nostri ragazzi: Pinotti è convinto, il percorso è più adatto a lui rispetto a quello olimpico e quando indossa l'azzurro non delude mai. Malori per i Giochi si era autoescluso perché non si sentiva bene, ma al mondiale vuole rifarsi delle brutte figure del passato e si è preparato molto bene».

LE DOMANDE. Paolo Viberti (Tuttosport) chiede a Bettini: "Hai dichiarato di avere un team in grado di fare la corsa, ma chi sarà il finalizzatore? E quali gli avversari da temere?"
«Siamo agguerriti e vogliamo cogliere il massimo: abbiamo due settimane per studiare la tattica. Non posso fare un nome secco tra i nostri, visto che è tanto tempo che non vinciamo una classica a parte Gasparotto all'Amstel, ma ho un gruppo di ragazzi che dopo sei ore di gara possono dire cose importanti. Dovremo essere bravi a leggere la corsa e ad approfittare delle situazioni che si creeranno. Gli avversari? Sono tanti: dicono che le nazionali più forti sono la Spagna con ... mettete voi un nome e andrà bene, poi il Belgio con Gilbert e l'Australia con Gerrans».
Luca Gialanella (La Gazzetta dello Sport) punta il discorso sui giovani e Bettini risponde: «Io sono passato a 23 anni dopo aver disputato il mondiale di Lugano e due anni dopo ero titolare a Valkenburg. I tempi sono diversi, ma le emozioni sono le stesse. E poi è stata una scelta obbligata: non avendo atleti trentenni che vincono ripetutamente, era logico cercare forze nuove. Ma con i giovani è sempre bene non avere fretta».
Giorgio Viberti (La Stampa) chiede: "Vivi questo mondiale come trampolino di lancio per un nuovo mandato o come punto d'arrivo"? «Come per gli altri ct i miei contratti sono a progetto anno per anno, quindi mi sono sempre messo in gioco. Il 31 dicembre scade il mio mandato, vedremo quali opportunità mi offrirà la vita...».
Alessandro Brambilla (Tuttosport) sposta il tiro sugli Under 23 e in particolare sul doppio impegno per Mattia Cattaneo: «L'ho scelto - risponde Amadori - perché è forte in entrambe le discipline, perché il percorso gli si addice e perché non avevo in realtà valide alternative. Inoltre sono convinto che l'appuntamento iridato possa essere per lui un'esperienza importante per il futuro, è un atleta da gradi giri e vediamo sempre più quanto le prove contro il tempo siano fondamentali per affermarsi nelle tre settimane».
Bettini ne approfitta per aggiungere una battuta su Felline: «La nostra scelta è stata fatta in funzione della crescita dei ragazzi. Fabio starà con il gruppo dei professionisti e si preparerà con noi. Tornerà con noi dopo la gara e sarà in pratica una riserva in più ai box, anche se non ufficiale».
Paolo Tomaselli (Il Corriere della Sera) chiama in causa Salvoldi e chiede se quella femminile sia una formazione da medaglia. «Vi abbiamo abituato bene ai mondiali - risponde il ct -, ma ci dobbiamo confrontare con una Vos straordinaria che oltretutto corre sulle strade di casa. È difficile da battere, ma ci proveremo come sempre. Anche noi, oltre a Bronzini, puntiamo sulle giovani ed in particolare su Elisa Longo Borghini e perchè no su Rossella Ratto. Sono fiducioso».
Pier Augusto Stagi (tuttobiciweb) si rivolge a Di Rocco e chiede: "Mentre in Italia sta portando avanti una linea molto dura, a livello internazionale si paventa una possibile amnistia doping. Cosa ne pensa della proposta di McQuaid?"
«Ti ringrazio della domanda e ti spiego. Il clima in seno all'Uci è decisamente cambiato: io l'ho contestato per anni ma ora le cose vanno in modo diverso. E non dobbiamo dimenticare che l'Italia è considerata il paese peggiore in materia di doping, abbiamo ancora troppi casi. Bisogna ricordare che a livello di antidoping il ciclismo è lo sport più avanti, grazie al passaporto biologico e poi abbiamo squarciato il velo di omertà che regna altrove, ma non basta. Non sono d'accordo con una amnistia generale, ma con l'offrire una seconda chance agli atleti sì. Il nostro impegno sarà proprio quello di capire e aiutare gli atleti e soprattutto fare in modo che non siano più gli unici a pagare. Lasciatemi chiudere con un auspicio: presentiamo la nuova maglia, torna azzurra e speriamo che ci porti bene».

da Milano, Giulia De Maio

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