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Lunedì 20 Febbraio | 12:20
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SETTIMANA TRICOLORE. Bertolini sogna, Simoni attacca

Per Alessandro Bertiolini, il campionato italiano sarà l'ultima gara della carriera: «È rrivato il momento di scendere di sella per intraprendere un'altra avventura. Il tricolore di Borgo Valsugana, nel mio Trentino, sarà per me l'occasione di dare il mio saluto ad un ambiente che amo e al quale sono grato in maniera eccezionale».
E ancora: «Il sogno è chiudere in bellezza. Io ci credo e il tricolore è più di un sogno. Anche perché a Borgo Valsugana vinsi la Coppa d'Oro da allievo e quindi chiudere qui la mia carriera è davvero un sogno».

Se Bertolini sogna, Gibo Simoni attacca: «Sono arrabbiato con la Federazione perché non si può organizzare a fine giugno un tricolore di 250 chilometri così duro, troppo duro. Secondo me questa è una istigazione al doping».

A replicare a Gibo è subito Francesco Moser: «Il tricolore è una gara che va rispettata. È duro? Bene, deve restare così. Come la maglia è tricolore e tale deve restare. Piuttosto la mia critica è diversa: la Settimana Tricolore è una bella cosa, ma è troppo onerosa per chi la organizza. Io credo che la Federazione dovrebbe tornare a separare i campionati italiani per coinvolgere più regioni e soprattutto valorizzare anche le realtà più piccole».

Parola poi a Don Daniele Laghi, il prete del ciclismo: «Sono felice di essere qui con voi perché il ciclismo è vita, è gioia, è umanità. Ed il mio asupicio è che la nostra Settimana Tricolore riesca ad unire tutti e a far vedere il bello del nostro paese e dei nostri ragazzi».

da Levico Terme, Pier Augusto Stagi

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