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Mercoledì 8 Giugno | 16:16
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RICCO'. Simonetto: «Procedura normale per il bene del corridore»

Il telefono è bollente, il programma di posta elettronica è già andato in tilt un paio di volte, non parliamo dei cellulari: la sospensione di Riccardo Riccò ha scatenato la reazione di tifosi, appassionati, blogger, curiosi.
Per capirne di più, quindi, tuttobiciweb ha interpellato il dottor Luigi Simonetto, presidente della Commissione sanitaria della Federazione ciclistica italiana.

Dottor Simonetto, come siete arrivati alla decisione di sospendere Riccò?

«In modo molto semplice, applicando cioè la procedura standard in questi casi, valida naturalmente per tutti gli atleti. La Commissione Turela della Salute della FCI, ha provveduto a verificare quanto riportato nella cartella clinica dell'atleta ravvisando la non sussistenza, successivamente al ricovero avvenuto in febbraio presso l'ospedale estemse di Modena per patologia di rilevante significato clinico, di elementi sufficienti a ritemere conscluso l'iter sanitario indispensabile affinché si possa giungere ad un giudizio di idoneità. Per questo motivo l'atleta è stato invitato a contattare la Segreteria della Commissione per definire quanto necessario al fine di procedere ad un approfondimento della sua situazione biologica finalizzato alla ripresa dell'attività agonistica».

E se si tesserasse per una federazione straniera?
«A noi il corridore risulta italiano a tutti gli effetti, ma mi consenta di dire che vorrei vedere chi potrebbe autorizzarlo a correre senza prima accertare il suo completo recupero fisico».

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