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Giovedì 6 Gennaio | 22:14
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CPA, i corridori hanno detto «sì» all'uso delle radioline

I corridori di diversa nazionalità che hanno detto sì all’utilizzo degli auricolari durante le corse agonistiche sono la maggioranza . Lo rivela un sondaggio che l’Associazione dei Ciclisti Professionisti ha sottoposto a 344 corridori di Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Olanda, Belgio, Portogallo per conoscere l’opinione degli atleti su questa delicata materia.
Dai Campionati Mondiali di Ciclismo in Australia di ottobre, in cui l’UCI vietò l’utilizzo degli auricolari, la questione è aperta e per ovviare a malcontenti e decisioni prese in modo arbitrario il CPA ha deciso di distribuire un questionario a tutti i corridori rappresentati dalle associazioni che lo compongono.
Le cinque domande sull’utilizzo degli auricolari hanno raccolto risposte in percentuale simili in ogni paese: 207 le risposte positive alla domanda: “siete per l’utilizzo degli auricolari senza alcuna restrizione?” contro i 40 che hanno detto sì a: “siete per il divieto totale dell’utilizzo degli auricolari?”.
Le tre domande che dovevano sondare se i corridori erano più favorevoli ad un utilizzo parziale degli auricolari non hanno avuto un numero di risposte positive superiori a quelle per l’utilizzo senza restrizioni. La prima chiedeva se i corridori erano per la limitazione dell’utilizzo dell’auricolare a dispositivo di sicurezza di cui la direzione corsa si sarebbe servita per comunicare i pericoli sul percorso con informazioni identiche per tutti i corridori. La seconda chiedeva se limitare l’uso dell’auricolare a dispositivo di sicurezza e comunicazione utilizzato dalla direzione gara con informazioni uguali per tutti i corridori non solo riguardo i pericoli del percorso ma anche sull’andamento della corsa (fughe, scatti..) La terza interrogava sull’eventuale limitazione d’utilizzo a un corridore per squadra che fosse in contatto con il direttore sportivo.
“Sono contento quando i corridori possono esprimere il loro parere su questioni che riguardano il loro lavoro e la loro sicurezza - ha commentato il presidente del CPA Gianni Bugno - e mi auguro che la loro voce venga ascoltata. Personalmente ritengo che valga di più lasciare libertà di scelta sull’utilizzo o meno degli auricolari piuttosto che imporre un divieto..”

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